Lassù in malga tutto è concesso
Quaranta racconti, come gli anni dell’autore. Brevi, a volte brevissimi.
Dopo Novanta Giorni e Cercatori d’Erba, Francesco Gubert torna in malga scegliendo una forma narrativa essenziale: piccole storie, episodi e frammenti nati da anni di esperienze tra stalle, pascoli e caseifici, dove la montagna è insieme fatica concreta e teatro umano.
Non c’è eroismo né nostalgia. C’è il lavoro quotidiano, con i suoi eccessi, le sue storture, le sue contraddizioni. E c’è l’ironia, indispensabile per raccontare un mondo che, pur nella gravità del suo mestiere, sa essere a tratti grottesco.
Pagine che non cercano una morale, ma si addentrano nelle terre alte senza santificarle e senza demolirle. Perché lassù, in malga, quasi tutto è concesso. Anche prendersi meno sul serio.